Oggi la frutta è classificata dal punto di vista nutrizionale in tre categorie:



LA FRUTTA
La
frutta è indispensabile all'organismo, perché gli fornisce vitamine,
sali minerali e la benefica cellulosa, che facilita le funzioni
intestinali. Caratterizzata da grande scarsità di proteine, modifica
quantità di glicidi e assenza di lipidi. Fanno eccezione le castagne
e la frutta secca che contengono proteine e lipidi in quantità
apprezzabile, e soprattutto glicidi. Nella frutta le vitamine sono
sempre presenti, ma in numero e in quantità più o meno rilevanti: ad
esempio, di vitamina A sono ricche le ciliegie, le pesche, le
albicocche; di vitamina B, e B2 l'uva, le arance, le ciliegie, le
pesche, le mele, le pere, le fragole, le susine; di vitamina C i
limoni, i pompelmi, le
arance, le fragole ma alcuni frutti, quali il ribes nero e la mela
cotogna ne contengono in maggior misura, tanto che possono essere
indifferentemente consumati cotti o crudi, poiché la cottura non ne
modifica il contenuto.
Per ciò che riguarda i sali minerali, nella frutta in genere essi
sono abbondanti, e il potassio prevale di gran lunga sul sodio, sul
calcio, e sul magnesio; L'albicocca e la banana
sono particolarmente ricchi di potassio (400 mg per 100 g); le
ananas contengono molto manganese (1 mg).
Gli acidi organici (citrico, tartarico, malico, ossalico, ecc.) che
conferiscono a molta frutta il suo caratteristico e gradevole sapore
acidulo, vengono facilmente ossidati dall'organismo e non hanno un
azione acidificante ma alcalinizzante che può contribuire a
combattere la formazione e a favorire l'eliminazione degli acidi
originali da alimenti come carne, formaggio, uova, pane e pasta. La
frutta, come gli ortaggi, contiene una notevole quantità di zavorra
(cellulosa) che ha una benefica azione di stimolo sulla peristalsi
intestinale.
Vivere di frutta...
Nelle zone a clima molto caldo, il consumo di forti quantità di
frutta è essenziale per la salute dell'organismo: infatti la frutta,
oltre ad essere dissetante, offre un notevole apporto di tutti i
sali minerali che vengono dissipati con la traspirazione: inoltre la
frutta è in grado di combattere efficacemente le infezioni
intestinali e delle vie urinarie, tanto comuni nei paesi a clima più
caldo. Alcuni frutti tropicali offrono poi un notevole apporto
calorico e proteico, costituendo un alimento completo, venduto, nei
paesi di origine, ad un prezzo estremamente basso. Molti di questi
frutti sono ormai estremamente diffusi anche in Italia. È quindi
bene conoscere le principali caratteristiche almeno dei più comuni:
l'ananas e la papaia contengono in forte quantità un enzima simile
alla pepsina, che facilita la digestione delle proteine. Per questo
in alcuni paesi è diffusa l'abitudine di mangiare l'ananas come
contorno della carne;
l'avocado è un alimento quasi completo, ricco di grassi e di
vitamina A e aumenta l'acidità delle urine, combattendo le infezioni
urinarie;
la banana è molto nutriente, ricca di sali minerali e vitamine e
povera di grassi. Le banane molto mature sono quelle che hanno il
più alto valore nutritivo; essendo molto ricche di zuccheri, le
banane però sono controindicate ai diabetici e agli obesi;
la noce di cocco è un alimento completo, ricco di grassi e proteine,
proprietà lassative e diuretiche.
Mai dopo un pasto abbondante
E'
utile mangiare regolarmente la frutta, come da sempre è stato
suggerito, considerandola un alimento indispensabile a tutte le età
e in tutte le stagioni. Gli eccessi sono comunque sempre
sconsigliabili: una dieta a base di frutta non solo non è utile per
la nostra salute ma non è neppure dimagrante. La scienza offre nuovi
dati che è bene tener presente insieme ai vecchi principi pur sempre
validi.
La frutta, sostenevano anche i nostri nonni, aiuta a prevenire e a
curare le malattie metaboliche oltre a regolarizzare le funzioni
intestinali. Le pectine (fibre contenute in tutta la frutta compresa
la buccia) sono infatti utili nel trattamento delle malattie
intestinali. La mela grattugiata, ad esempio, è consigliata da
sempre dai pediatri per i bambini con problemi intestinali, oltre ad
avere il potere di prevenire queste malattie. Una mela al giorno
(frutto particolarmente ricco in pectina) dovrebbe perciò essere
data a tutti i bambini, specialmente d'estate.
Una mela al giorno serve anche, ed è bene saperlo, per chi soffre di
stitichezza: le pectine stimolano infatti anche gli intestini più
pigri. Anche chi soffre di alcune malattie metaboliche come il
diabete e l'arteriosclerosi trarrà vantaggio nell'integrare la
terapia farmacologica o dietetica con due/tre mele al giorno.
La frutta, si diceva sempre una volta, disintossica. Questo concetto
è stato confermato da recenti studi: infatti le pedine vengono
trasformate nel nostro organismo in una sostanza disintossicante:
l'acido galacturonico che si combina con i metalli pesanti e
attualmente molto diffusi essendo presenti nell'aria e nei cibi
inquinati, permettendone l'eliminazione.
Ricordiamo comunque che la frutta più ricca in pectina è la mela,
l'albicocca, le prugne nere e rosse, il limone, l'arancia (compresa
la buccia che ne è particolarmente ricca) e il pompelmo. Ne
contengono poche le ciliege, ad eccezione della qualità morello, le
pesche, le pere e le fragole.
La frutta è anche utile per il suo elevato contenuto in vitamine.
Attualmente anche se la disponibilità di alimenti è ampia, soffriamo
spesso di leggera avitaminosi. Secondo i dietologi ciò può causare
danni alla nostra salute anche se non ce ne rendiamo conto poiché
l'avitaminosi non dà sintomi evidenti. Responsabile di questo fatto
è la nostra alimentazione monotona e poco curata, spesso scarsa in
frutta. Inoltre la poca frutta e verdura che consumiamo rimane
spesso a lungo nel cesto di cucina perdendo gran parte del suo
valore nutritivo. Cerchiamo perciò di consumare frutta più fresca
raccogliendola, se possibile, direttamente dalle piante o
acquistandola da chi la ha appena colta. Ricordiamoci inoltre che
possiamo conservare a lungo il valore nutritivo di molta frutta
surgelandola per poi consumarla d'inverno.
La frutta è importante anche per i suoi sali minerali. Le attuali
ricerche nel campo degli oligoelementi hanno evidenziato
l'importanza di questi per il mantenimento del nostro stato di
salute. In particolare è indicata d'estate quando aumenta la
sudorazione o si ha un'intensa attività fisica. In questo caso la
frutta reintegrerà sia l'acqua che i sali minerali.
Per ultimo diciamo che la frutta contiene sostanze aromatiche,
esteri ed acidi organici che, oltre a conferire profumo e
caratteristiche aromatiche esercitano spesso una favorevole azione
fisiologica sull'organismo. Agiscono, ad esempio, come lievi
diuretici e stimolano le funzioni digestive. Gli acidi organici, in
particolare, svolgono un'azione alcalinizzante, atta quindi a
neutralizzare l'azione acidificante di altri alimenti come ad
esempio la carne. È cosi spiegata, su basi scientifiche l'importanza
della frutta per il nostro equilibrio nutrizionale.
Ma occorre dire che esistono anche aspetti negativi. Specialmente
quando viene l'estate, tutti i giornali di informazione, che
trattano dei problemi della salute sottolineano giustamente
l'importanza di aumentare il consumo della frutta fresca di
stagione. Capita però, molto probabilmente, che alcuni, giunti
all'autunno, si accorgono di non aver acquistato quella "salute in
più" di cui, dopo tutto, avrebbero diritto dopo il riposo
spensierato al mare e ai monti, integrato con la famosa cura di
frutta, consigliata da tutti i nutrizionisti.
Infatti, in modo particolare nei bambini, alcuni disturbi, come i
gonfiori gastrointestinali con risentimento appendicolare,
l'ipertrofia e l'infiammazione delle tonsille, la carie e la
piorrea, molto spesso, invece di migliorare, potranno aver subito
addirittura un peggioramento, tanto da consigliare una
tonsillectomia, o una appendicectomia prima di affrontare la scuola
e un nuovo inverno. Il fatto è che è proprio la frutta, tanto più se
consumata in grande quantità, ad essere spesso responsabile di una
accentuazione di gonfiori gastrointestinali (le famose "pance" che
si vedono sulle spiagge), di disturbi appendicolari o di tonsilliti,
non perché la frutta sia di per sé dannosa, ma per il modo secondo
cui viene di solito mangiata.
Infatti, se la cura della frutta viene attuata mangiandola al
mattino o a merenda, senza associazione di altri cibi, se ne
trarranno sicuramente vantaggi. Ma se la frutta viene consumata alla
fine del pasto, tanto più se in grande quantità, resterà troppo a
lungo nell'apparato digerente, dovendo seguire il destino di un
intero pasto e quindi potrà andare incontro, più facilmente a
fermentazione dei suoi zuccheri. Questa fermentazione è molto spesso
responsabile, e questa è la cosa più grave, di un innesco di fatti
fermentativi degli amidi contenuti nel pasto, cioè del pane, della
pasta, del riso e in particolare dei legumi, come i fagioli.
Tutti questi fatti fermentativi non solo sono responsabili di una
accentuazione dei gonfiori gastrointestinali, talvolta complicati, o
di una riacutizzazione di disturbi emorroidali, ma potranno essere
responsabili anche di uno scatenamento di flora batterica
fermentativa. Questa flora batterica continuerà poi per conto
proprio a cronicizzare i sopradetti disturbi, anche se poi ci si
rifugerà nella dieta in bianco, abolendo vino, fitti, sughi, ecc.
Ora, queste fermentazioni possono provocare non solo disturbi
dell'apparato digerente, ma possono favorire l'impianto di germi
patogeni anche a distanza, con la conseguenza di processi
infiammatori, tipo tonsillite, gengivite, congiuntivite, otite,
cistite, dermatite ecc.
Pertanto, chi soffre di gonfiori gastrointestinali e degli altri
disturbi di cui si è detto provi ad eliminare, durante e ancor più
alla fine del pasto, la frutta e gli altri cibi e bevande zuccherine
e provi a consumare la frutta separatamente alla colazione del
mattino o a merenda e ne trarrà sicuro giovamento.
I succhi di frutta
Una bevanda estremamente salutare è rappresentata dai succhi di
frutta che, se ottenuti dalla frutta fresca, mantengono intatti
tutti i sali minerali, le vitamine e le proprietà curative della
frutta da cui derivano.
Succo di albicocca: contiene vitamine e minerali in abbondanza,
quindi è particolarmente indicato nella convalescenza;
Succo di ananas: contiene un'enzima, la papaina, che facilita la
digestione delle proteine. Ha anche proprietà diuretiche;
Succo di arancia: ricco di vitamina C e quindi tonico;
Succo di ciliegia: è ricco di sali minerali, depurativo e diuretico;
Succo di fragola: facilita l'eliminazione dell'acido urico e lo
scioglimento dei calcoli urinari;
Succo dl lampone: è rinfrescante, diuretico e sudorifero. Può essere
consumato anche dai diabetici.
Succo di limone: è estremamente ricco di vitamina C, rinfrescante e
tonico. Aiuta la digestione;
Succo di mandarino: contiene grandi quantità di bromo, quindi ha
proprietà sedative, e di vitamina C;
Succo di mela: è depurativo e diuretico, favorisce la digestione;
Succo di mirtillo: cura infezioni intestinali come enteriti, coliti,
diarree;
Succo di pesca: è diuretico e leggermente lassativo;
Succo di pera: depurativo, diuretico;
Succo di pompelmo: ricco di vitamina C, aiuta la digestione, le
funzioni del fegato e della cistifellea;
Succo di prugna: è lassativo e disintossicante, inoltre stimola il
sistema nervoso, è indicato in caso di affaticamento.
Succo di ribes: aiuta la digestione, è diuretico e depurativo;
Succo d'uva: ricco di vitamine e disintossicante, ha un notevole
valore calorico.
Mela
Utilie nelle diete per il senso di sazietà che
produce, tiene basso il colesterolo cattivo
regola le funzioni intestinali attenua le coliti
e, in versione grattugiata cruda, combatte
la
diarrea nei bambini.
Sempre più numerose sono le virtù del frutto
"proibito", si fa per dire, che da un a recente
ricerca britannica risulta salutare anche per i
polmoni: sembra che la mela aumenti la
capacità polmonare aiutando a respirare meglio.
Conoscere la frutta
I frutti di diverse specie vegetali sono stati
utilizzati dall'uomo come alimenti per millenni, data la loro relativa
facilità di reperimento e le loro proprietà nutritive. Dal punto di
vista alimentare, i frutti possono essere a polpa
oppure a guscio; nel secondo caso, per lo più si tratta
di frutta secca.
La frutta ricca di polpa è la varietà più usata nell'alimentazione
quotidiana, e solitamente quando si parla genericamente di “frutta”,
oppure di “frutta fresca” si fa riferimento a questo tipo di alimenti.
Si tratta di prodotti costituiti da un'alta percentuale
di acqua, che contengono una discreta quantità di
carboidrati sotto forma di zuccheri semplici
(soprattutto glucosio e fruttosio), sali minerali e
soprattutto vitamine essenziali per l'organismo.
Trascurabile è invece l'apporto di proteine e di grassi, poco presenti
in questo tipo di alimenti. Naturalmente, questa considerazione vale
solamente per la frutta consumata da sola, e l'apporto di questo tipo di
sostanze può crescere notevolmente se si consumano prodotti derivati o
dolci che impiegano la frutta come ingrediente.
Le fibre si trovano soprattutto nella buccia ma in
alcuni casi anche nella polpa di diversi frutti; la pectina,
una delle più diffuse, facilita la digestione e può
prevenire alcuni problemi intestinali, specialmente nei bambini.
La quantità e la quantità di questi nutrienti sono influenzate dallo
stato di conservazione della frutta stessa: per questo conviene sempre
consumare frutta fresca di stagione che presenta caratteristiche
migliori da questo punto di vista.
E' preferibile surgelare della frutta fresca prodotta
localmente per consumarla in seguito (specialmente nei mesi invernali),
mantenendone così i valori nutritivi piuttosto che acquistare frutta
maturata in maniera artificiale o trasportata per lunghe distanze.
Quando mangiare la frutta
Consumare frutta al termine di un pasto è un'abitudine comune, ma è
assolutamente sbagliato, specialmente se il pasto stesso è stato
particolarmente abbondante. Infatti, in questo modo la frutta viene
digerita molto lentamente, dovendo seguire il percorso digestivo degli
altri alimenti, e tende a fermentare dando luogo a
fastidiosi gonfiori addominali e vari altri disturbi.
Inoltre, la fermentazione dei frutti può innescare una sorta di
“reazione a catena” che coinvolge nel processo anche altri alimenti, in
particolare quelli ricchi di amido (pane, pasta, riso e
legumi, ad esempio) che amplificano il problema.
E' quindi opportuno consumare frutta lontano dai pasti
principali, preferibilmente a colazione o a merenda.
Frutta e verdura possiedono alcune qualità che le
rendono alimenti insostituibili ed essenziali per la nostra dieta:
Contengono generalmente un quantitativo limitato di calorie
Garantiscono un buon apporto di vitamine, sali minerali e fibra.
Idratano l’organismo, essendo solitamente ricche di
acqua.
Si può quindi affermare che aiutano a mantenere l’equilibrio
salino, limitano l’azione distruttiva dei radicali
liberi e regolano la funzionalità dell'intestino.
Perchè tutte queste proprietà benefiche siano godute appieno è però
necessario che arrivino fresche fino al consumatore, in
modo da conservare le loro qualità nutrizionali.
Infatti, dopo che vengono raccolte, il contenuto di vitamina C
inizia a diminuire velocemente.
Pertanto, i prodotti consumati fuori stagione sono più “poveri”, dal
momento che vengono trasportati per lunghe distanze (spesso provengono
da una regione del mondo piuttosto remota) e comunque solitamente
giacciono per molto tempo in magazzini bui e dalle condizioni di
temperatura e umidità decisamente sfavorevoli.
Inoltre, molti di questi prodotti vengono coltivati in serra,
quindi si ha quantomeno una concimazione troppo abbondante e nei casi
peggiori addirittura una coltivazione senza terreno, in cui le piante
vengono alimentate direttamente tramite soluzioni di sostanze nutritive.
I prodotti che ne risultano sono solitamente di grandi dimensioni e di bell'aspetto, ma molto
più scadenti dal punto di vista nutrizionale rispetto a quelli
normalmente coltivati nei campi, in grado di assimilare dal terreno
tutti gli alimenti di cui necessitano e di maturare completamente.
Si definisce “secca” la frutta in cui la parte
commestibile è contenuta in un guscio duro e non commestibile. Alcuni
includono in questa categoria anche la frutta disidratata
(datteri, uva sultanina, fichi), quindi questo termine non si riferisce
tanto a una categoria botanica quanto alle proprietà nutritive
e al tipo di conservazione.
Infatti la frutta secca è un alimento ipercalorico e ricco di
grassi, contrariamente alla frutta fresca che ha solitamente un
alto contenuto di zuccheri e carboidrati. Notevole è anche l'apporto di
alcune particolari proteine, fibre, sali minerali, ferro, calcio,
fosforo e vitamine E, A, B1 e B2.
Questo tipo di alimenti è sconsigliato per chi deve seguire un regime
dietetico particolarmente austero, per chi soffre di ulcera, disturbi
renali, cardiovascolari o gastrite.
E' inoltre completamente sbagliato consumarla da sola a
fine pasto, meglio utilizzarla per la preparazione di altri alimenti o
in un gustoso muesli alla frutta.
Essendo generalmente molto oleosa, la frutta secca è perfetta per
mantenere morbida la carne (ad esempio le scaloppine al burro).
Resta comunque un ingrediente fondamentale per quanto riguarda la
pasticceria e la preparazione di dolci
in generale, oltre a vedere uno sporadico impiego anche in sughi e
pietanze vere e proprie.
Secondo ricerche condotte dalla FAO, a partire
dall’inizio di questo secolo circa il 75% della diversità genetica tra
le piante coltivate, compresi gli alberi da frutto,è andato
perduto.
L'agricoltura “industriale” infatti seleziona le specie ricercando la
massima produttività (in termini squisitamente quantitativi) e, spesso,
qualità “estetiche” che rendano appetibile il prodotto
al consumatore finale, trascurando l'importanza delle varietà
più antiche che sono invece importantissime per il mantenimento
della biodiversità e la preservazione di sapori
particolari, spesso molto più intensi e genuini rispetto a
quelli di prodotti coltivati in maniera intensiva e con procedure che
spesso compromettono le qualità nutrizionali della
frutta.
Fortunatamente oggi numerosi enti pubblici, associazioni e strutture
private si adoperano per far sì che le specie agricole tradizionali siano
tutelate e rivalutate come vere risorse per un'alimentazione di qualità.
Il contributo dei consumatori è però fondamentale per assicurare il
successo di queste iniziative e per diffondere queste colture oggi quasi
scomparse: è importante imparare a conoscere questi frutti
e portarli spesso sulla propria tavola; molte di queste specie inoltre
non necessitano di cure particolari rispetto alle loro controparti più
diffuse e possono essere tranquillamente coltivate anche nel
giardino di casa.
Gennaio:
arancia,
kiwi,
mandarancia,
mandarino,
pompelmo
Febbraio:
arancia,
kiwi,
mandarancia,
mandarino,
pompelmo
Marzo:
arancia,
kiwi,
limone,
mandarino
Aprile:
arancia,
fragola,
kiwi,
limone
Maggio:
arancia,
ciliegia,
fragola,
kiwi,
nespola
Giugno:
albicocca,
ciliegia,
fragola,
limone,
melone,
pesca
Luglio:
albicocca,
anguria,
ciliegia,
fico,
fragola,
lampone,
limone,
melone,
mirtillo,
pesca,
pescanoce,
prugna
Agosto:
albicocca,
anguria,
fico,
fragola,
lampone,
melone,
mirtillo,
mora,
pera,
pesca,
pescanoce,
prugna,
ribes,
uvaspina
Settembre:
fico,
fico d'india,
mela,
melograno,
pera,
pesca,
pescanoce,
prugna,
ribes,
uva,
uvaspina
Ottobre:
cachi,
castagna,
limone,
mela,
melograno,
pera,
uva
Novembre:
arancia,
cachi,
castagna,
kiwi,
limone,
mandarancia,
mandarino
Dicembre:
arancia,
cachi,
kiwi,
mandarancia,
mandarino,
pompelmo
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